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Infertilità maschile: perché parlarne con l'andrologo

Pubblicato il 16 ottobre 2020

La visita andrologica è molto importante per diagnosticare tutta una serie di disturbi che possono riguardare l’apparato riproduttivo maschile.

Così come si consiglia alle donne di sottoporsi periodicamente a una visita dal ginecologo, altrettanto sarebbe importante che l’uomo si facesse visitare dall’andrologo.

I dati statistici, tuttavia, dicono che meno del 5% dei ragazzi sotto i 20 anni si è recato almeno una volta dall’andrologo, contro il circa 40% delle donne coetanee che si sono sottoposte alla visita ginecologica.

Non che con l’avanzare dell’età la situazione migliori: infatti, rimangono pochissimi gli uomini che si sottopongono a controlli e quasi esclusivamente in presenza di una patologia.

In cosa consiste la visita andrologica

La visita dall’andrologo è un controllo di routine non invasivo durante il quale lo specialista controlla la funzionalità dell’apparato riproduttore maschile sulla base dell’anamnesi e di un esame obiettivo.

Dopo aver registrato la storia clinica e famigliare del paziente, si effettua l’esame obiettivo durante il quale il medico analizza forma e dimensione di scroto, testicoli e prostata per valutare eventuali anomalie.

In caso di infertilità può essere fatto anche lo spermiogramma, ovvero un esame dell’eiaculato per verificare la quantità, la qualità e la motilità degli spermatozoi.

Visita andrologo

La visita andrologica dovrebbe essere una procedura di routine: infatti, non è solo utile a capire le cause dell’infertilità o di disturbi come la disfunzione erettile, ma serve anche per la diagnosi di altre patologie.

Infertilità maschile: come capirne le cause

Nel nostro paese l’infertilità maschile è un fenomeno in crescita, tanto da preoccupare gli scienziati. Se aumenta il numero degli uomini che soffrono di infertilità, quasi nella metà dei casi non ne sono consapevoli, proprio perché la maggior parte non si sottopone a controlli.

Anche la disfunzione erettile è un problema piuttosto diffuso: se ne è interessato circa il 13% della popolazione maschile, vi sono sensibili differenze in base all’età. Ne soffre meno del 2% degli uomini con meno di 50 anni, mentre dopo i 70% la percentuale raggiunge quasi il 50%.

Sia in caso di disfunzione erettile sia in quello di infertilità, le cause possono essere dovute a una serie di fattori che comprende sia patologie, sia stili di vita, sia cause genetiche o infiammatorie.

La visita specialistica andrologica serve ad escludere patologie attraverso l’esame obiettivo dell’apparato genitale, ma il medico può anche prescrivere esami strumentali ed altri accertamenti clinici per capire quale sia la causa esatta dei problemi.

Gli esami strumentali

Per capire le cause dell’infertilità possono essere prescritti dall’andrologo degli esami, detti anche test di fertilità:

  • Ecografia dell’area genitale maschile è un esame non invasivo che serve per valutare l’anatomia dei testicoli ed è utile a diagnosticare eventuali patologie come varicocele, orchite, idrocele, spermatocele. Si tratta di patologie che possono ostacolare il concepimento a causa di mancata produzione di spermatozoi o a causa dell’ostruzione dei canali che ne permettono la fuoriuscita.
  • Spermiogramma, invece, è un esame diagnostico durante il quale viene analizzato lo sperma e viene analizzata la quantità, la qualità e la morfologia degli spermatozoi.
  • Test di funzionalità spermatica è un esame durante il quale viene analizzato il possibile mutamento del DNA degli spermatozoi. In genere, viene prescritta quando si è infertili ma la quantità e motilità degli spermatozoi analizzata attraverso lo spermiogramma risulta nella norma. A questo esame possono essere associate analisi genetiche che hanno la funzione di valutare possibili anomalie cromosomiche.

Quando andare dall’andrologo

In fase di prevenzione sarebbe opportuno recarsi con una certa regolarità dall’andrologo, anche nel caso in cui non ci si trovasse in presenza di disturbi o patologie.

Il numero di giovani con problemi di infertilità è in aumento e una visita andrologica in giovane età potrebbe essere molto importante per evidenziare problemi di varia natura che, diagnosticati per tempo, possono essere facilmente curati. Si calcola, infatti, che circa il 90% delle patologie diagnosticate nelle visite andrologiche sono risolvibili.

Fino ai tempi del servizio di leva obbligatorio vi era un controllo a cui tutti i maschi dovevano sottoporsi e che portava alla luce situazioni che ora spesso rimangono nascoste.

Già dall’adolescenza patologie come varicocele, testicolo ritenuto, traumi genitali etc., sono molto più frequenti di quello che si pensa. Tuttavia, non sono da trascurare per evitare conseguenze nel futuro. Quindi è consigliabile fare una visita fin dalla giovinezza: se non verranno evidenziate alcune anomalie, potrà essere ripetuta a distanza di qualche anno. Altrimenti, sarà il medico stesso a indicare una terapia apposita.

Perché andare dall’andrologo

Molti uomini non si recano dall’andrologo per pregiudizio: si pensa, infatti, che avere problemi all’apparato riproduttore debba essere una specie di vergogna. A volte anche il timore che la visita possa essere eccessivamente invasiva trattiene i ragazzi dal sottoporsi a controlli.

In realtà, non c’è nulla da temere: l’andrologo non solo potrà valutare la situazione e diagnosticare in tempo eventuali patologie, ma consiglierà anche uno stile di vita adeguato, una corretta alimentazione e una sana attività fisica, oltre che una attività sessuale sicura e protetta. 

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