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L'amenorrea può essere causa di infertilità?

Pubblicato il 11 settembre 2020

Molte donne si chiedono se l’amenorrea può essere causa di infertilità.

Quando una coppia non riesce a raggiungere il concepimento, non sempre è facile capirne le cause. I dati del Ministero della Sanità, rivelano che in circa il 35%-40% dei casi di infertilità di coppia, la responsabilità è femminile.

L’infertilità femminile può essere legata a diversi fattori: quelli che si verificano nella maggior parte dei casi riguardano l’età, disfunzioni ormonali, malattie dell’apparato riproduttivo etc.

Tuttavia, influiscono in modo importante le cosiddette cause idiopatiche: ovvero, situazioni non dovute a cause note, ma a un concorso di cause come stili di vita, età, etc.

Che cos’è l’amenorrea

L’amenorrea è una delle alterazioni del ciclo mestruale e si verifica quando si è una assenza totale del ciclo. Vi sono situazioni nella vita di una donna in cui è normale che non ci sia il ciclo mestruale: prima del menarca, dalla menopausa in poi, in gravidanza e, in genere, durante l’allattamento.

Durante il periodo fertile della vita di una donna, in condizioni di normalità il ciclo mestruale avviene mediamente ogni ventotto giorni. Se il ciclo non si verifica per un tempo prolungato, si parla di amenorrea, le cui cause e caratteristiche possono essere molto diverse tra loro. Durante la vita di una donna è possibile che saltuariamente si abbiano brevi periodi in cui il ciclo non si presenta, ma quando non compare per oltre tre-quattro mesi allora è opportuno rivolgersi a uno specialista.

Amenorrea può essere causa di infertilità

Amenorrea primaria: cos’è e quali sono le cause

Si parla di amenorrea primaria quando il ciclo non si è mai manifestato. In genere, il menarca, ovvero la prima mestruazione, si verifica a 12-13 anni, durante la pubertà.

Se entro i 16 anni le prime mestruazioni non sono comparse, è opportuno recarsi dal ginecologo per valutare quali possano essere le cause.

Questa anomalia del ciclo mestruale può avere cause anche molto diverse, che si distinguono in genitali e extragenitali:

  • Malformazioni dell’apparato riproduttivo;
  • Insufficienza ovarica;
  • Disfunzioni a livello celebrale che bloccano la produzione di ormoni;
  • Squilibri a livello di sistema endocrino;
  • Stati gravi di denutrizione;
  • Malattie infettive croniche e anemie.

Amenorrea secondaria: quando si verifica

L’amenorrea secondaria si verifica, invece, quando il ciclo non compare per almeno tre-quattro mesi dopo aver avuto, per un periodo più o meno lungo, cicli mestruali regolari.

Ciò significa che, dopo aver avuto le mestruazioni per un certo periodo di tempo, queste scompaiono. In alcuni casi si tratta di un processo fisiologico: prima del menarca, in gravidanza, durante l’allattamento e dalla menopausa è normale che l’organismo sospenda l’ovulazione e quindi il ciclo. Tuttavia, una volta escluse queste cause, è importante indagare per quali motivi in ciclo non si verifica più.

Così come per l’amenorrea primaria, anche le cause dell’amenorrea secondaria possono essere genitali ed extragenitali.

Tra le più frequenti ci sono:

  • Sindrome dell’ovaio policistico: si tratta di una patologia molto frequente e si calcola che negli Stati uniti sia la causa più frequente di infertilità. Provoca la formazione di numerose cisti follicolari nell’ovaio con conseguente anovulazione.
  • Patologie all’apparato riproduttore, come tumore dell’ovaio.
  • Patologie a livello di sistema endocrino.
  • Patologie uterine.
  • Menopausa anticipata.
  • Assunzione di farmaci.
  •  
  • Eccessivo esercizio fisico.

I sintomi e il trattamento dell’amenorrea

Quando si verifica l’amenorrea è consigliabile recarsi dal ginecologo al più presto, per valutare tutte le possibili cause. Potrebbe essere sintomo di patologie anche piuttosto gravi, che devono essere diagnosticate al più presto.

Il sintomo principale di amenorrea è l’assenza di perdite ematiche che si dovrebbero verificare in concomitanza con il ciclo.

Tuttavia, a seconda delle cause che provocano questa condizione, si possono rilevare anche altri sintomi, come diminuzione di peso, disturbi del sonno, dolori addominali, secchezza vaginale.

Anche il trattamento dell’amenorrea sarà condizionato dalle cause che l’hanno prodotta: possono per esempio essere prescritti farmaci con estrogeni per riequilibrare la produzione ormonale e stimolare il ciclo.

Anche la modifica degli stili di vita può essere funzionale a riportare alla normalità certe condizioni: tuttavia, non c’è da aspettarsi che il ciclo torni in tempi brevi. Possono essere necessari anche alcuni mesi dal momento in cui si riprende uno stile di vita regolare prima che il ciclo mestruale torni.

In ogni caso, una alimentazione sana ed equilibrata ricca di vitamine, minerali e carboidrati, una attività sportiva regolare ma non eccessiva e ritmi veglia-sonno equilibrati sono alla base per una buona salute fisica in generale.

Il ciclo anovulatorio

Si può, poi, verificare un altro tipo di irregolarità nelle mestruazioni, ovvero il ciclo anovulatorio.

In questo caso, le mestruazioni sono presenti, ma non avviene ovulazione. In genere, si può supporre di trovarsi in queste condizioni quando il ciclo è irregolare, molto scarso o molto abbondante, oppure in assenza dei tradizionali sintomi che si percepiscono durante le mestruazioni, come gonfiore, dolori addominali, tensione mammaria, etc.

Per diagnosticarlo, in genere, vengono prescritti esami ematici per il dosaggio ormonale.

Amenorrea e infertilità: che relazioni hanno

L’amenorrea e il ciclo anovulatorio sono condizioni durante i quali non vi è ovulazione, pertanto non è possibile concepire, indipendentemente dalle cause che l’hanno verificato.

Può essere una situazione transitoria, che nel giro di poco tempo può ritornare alla normalità ma, in ogni caso, è indispensabile verificare le cause che l’hanno generata per capire come agire per riportare la situazione alla normalità. 

In genere, si può dire che amenorrea e ciclo anovulatorio non sono causa di infertilità ma a loro volta dei sintomi dell’impossibilità a procreare, causati da altri fattori. 

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