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Tiroide e fertilità: ecco perché sono collegate.

Pubblicato il 15 novembre 2019

Le patologie che riguardano la tiroide e il suo malfunzionamento sono molto diffuse, soprattutto dopo i 50 anni. A fronte di disturbi facilmente curabili con terapie farmacologiche e dietro controllo medico, ci sono anche patologie più gravi o che addirittura possono causare tumori maligni. 

In alcuni casi le disfunzioni tiroidee possono influire in modo negativo anche sulla fertilità, per questo è bene non trascurarle e sottoporsi ad esami che potrebbero far venire alla luce cause di infertilità.

Che cos’è la tiroide e come funziona

La tiroide è una ghiandola responsabile del sistema endocrino che si trova sotto la zona del pomo d’Adamo e ha la forma simile a quella di una farfalla: ha la funzione di regolare il metabolismo e la sua produzione di ormoni risulta fondamentale per il funzionamento dei vari apparati, tra cui anche quello riproduttivo. 

Il suo corretto funzionamento è quindi molto importante per far sì che l’organismo nel suo complesso possa essere correttamente attivo.

Le disfunzioni tiroidee possono essere alla base di problemi di vario genere: dall’aumento del colesterolo, agli squilibri ponderali, fino a disturbi che possono riguardare il battito cardiaco, la vista, la cute, l’umore, e anche l’apparato riproduttivo. 

Una tiroide che non funziona correttamente tende a modificare il peso e la forma e può produrre piccoli noduli, singoli o multipli, che appaiono come dei piccoli rigonfiamenti sul collo e non sempre rilevabili con la palpazione. Si stima che il 10% degli italiani oggi abbia combattuto o combatta con delle patologie legate alla tiroide, di cui la maggior parte risulta di natura benigna.

Che ruolo svolge la tiroide nel concepimento.

La tiroide ha un ruolo importante anche nel concepimento, tanto che in alcuni casi può essere alla base di infertilità. Molti studi hanno confermato che in Italia le patologie tiroidee sono una delle prime cause di infertilità e di ritardo del concepimento.
Gli ormoni tiroidei sono la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4): esse hanno la funzione di controllare il corretto sviluppo delle ovaie e degli ovociti.

Le influenze dell’attività tiroidea sulla fertilità possono essere molteplici che dipendono dalle caratteristiche della patologia stessa. Nel caso di ipertiroidismo, per esempio, la ghiandola lavora più del dovuto e di conseguenza si possono verificare flussi mestruali più abbondanti e frequenti, senza tuttavia incidere sulla fertilità, anche se in questo caso esistono dati e opinioni contrastanti.

Diverso è il caso dell’ipotiroidismo, cioè quando la ghiandola ha una funzionalità ridotta rispetto alla normalità. In questo caso, è molto frequente che si verifichino cicli scarsi e irregolari: gli studi scientifici rivelano che circa nel 68% dei casi di ipotiroidismo il ciclo risulta alterato, contro un 12% di donne con funzione tiroidea normale.
Questo comporterebbe anche un’insufficienza o una totale assenza di ovulazione.

Si è scoperto, inoltre, che le disfunzioni tiroidee, come la tiroidite, possono in alcuni casi influire sull’invecchiamento precoce delle ovaie e quindi provocare la menopausa anticipata. Sovente ciò si verifica in un quadro anamnestico che dimostra una ereditarietà: la tiroidite infatti, può essere una malattia ereditata geneticamente. Chi ha una storia familiare di questo tipo possiede maggiore rischio di andare incontro a disturbi di questo genere. 

Per raggiungere il concepimento è quindi necessario rivolgersi al proprio medico curante e mettere in atto tutte le terapie specifiche per ridurre o eliminare i disturbi che interferiscono con la fertilità.

I disturbi tiroidei e la gravidanza.

Se si riesce a raggiungere la gravidanza, bisogna tenere conto delle condizioni particolari di chi soffre di disturbi tiroidei.

Durante la gravidanza, infatti, è la tiroide materna che dà al feto gli ormoni necessari per lo sviluppo del sistema nervoso, nell’attesa che si sviluppi la ghiandola tiroidea del bambino, intorno alla 13esima settimana. Se la tiroide materna non svolge correttamente il suo ruolo, anche il feto ne può risentire.

In questo caso, la tiroide materna svolge una doppia funzione: quella di occuparsi dell’organismo della donna e, allo stesso tempo, di far fronte anche alle esigenze del nascituro. Se non riuscisse a farlo, il corretto svolgersi della gravidanza e la maturazione del cervello del feto potrebbero venire compromessi. 

Molti studi hanno dimostrato che in donne che soffrono di tiroidite il rischio di poliabortività, cioè la probabilità di subire degli aborti spontanei in gravidanze differenti, è più elevato.

Come affrontare una gravidanza se si soffre di disturbi tiroidei.

Anche se si soffre di disturbi tiroidei è possibile ricercare il concepimento e portare avanti una gravidanza, sebbene con le dovute precauzioni.

Prima di tutto sarebbe opportuno informare preventivamente il proprio endocrinologo della propria intenzione di avere un figlio e valutare con lui i metodi per aumentare la fertilità e prevenire complicazioni.
Oltre ad aumentare le probabilità di riuscire a concepire, in questo caso si sarà già preparati nel momento in cui la gravidanza avrà inizio e si saprà come agire al meglio per sé e per il bambino.

Gli endocrinologi in genere consigliano di sottoporsi al test del dosaggio ematico della TSH (tireotropina), l’ormone responsabile del funzionamento della tiroide. È un test molto utile anche perché risulta del tutto innocuo per la salute della mamma e del bambino, sia durante la gravidanza che nel periodo dell’allattamento.  I risultati di questo esame permetteranno di valutare lo stato in cui si trova la ghiandola endocrina e di indagare un’eventuale tiroidite subclinica, cioè che esiste ma non produce sintomi specifici.

Per quanto riguarda invece altre patologie, come l’ipotiroidismo, le donne che soffrono di ipotiroidismo in gravidanza devono fare particolare attenzione alla carenza di iodio, un sale minerale essenziale per la corretta funzione della tiroide. Infatti, la necessità di iodio raddoppia durante la gravidanza.
Gli specialisti consigliano quindi alle neomamme o future mamme di assumere degli integratori di iodio per tutto il periodo della gravidanza, oppure di fare attenzione ad introdurlo correttamente nella dieta. Si può trovare nel sale iodato, nel pesce, nella frutta, nella verdura e nelle uova.

Tenersi sempre sotto controllo, rispettare le scadenze degli esami e delle visite e informare il proprio endocrinologo e ginecologo sull’andamento della gravidanza sono le buone pratiche per una gravidanza in sicurezza anche per chi soffre di disturbi tiroidei.

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