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Restare incinta a 20 anni.

Pubblicato il 24 agosto 2019

Le recenti statistiche ci dicono che in Italia l’età media in cui una donna partorisce il primo figlio è in costante aumento.
Se solo nel 2008 la media era di circa 30 anni, nel 2018 è salita a 31,8. Da questo punto di vista il nostro paese appare il più vecchio di tutta Europa, la cui media è comunque in aumento.

Di conseguenza, una gravidanza a 20 anni è piuttosto rara.  

Senza dubbio questi dati sono da interpretare anche alla luce di situazioni socio-economiche che nel nostro paese influiscono sulle scelte dei singoli: per esempio, il fatto che si è sensibilmente alzata l’età in cui esce dalla famiglia di origine. Anche in questo caso molti sono i fattori che contribuiscono: gli studi che proseguono fino a un’età più avanzata che in passato, la difficoltà a trovare lavoro, etc.

Quello che sorprende è che l’aumento dell’età media per partorire un figlio ha avuto un picco in tempi recenti: se nel 1946 la media era attorno ai 25 anni, nel 1990 non raggiungeva i 27 per crescere in meno di un ventennio di ben 4 anni. 

Inoltre, le statistiche ci dicono che sono sempre più numerose le cosiddette childfree, donne che non desiderano figli: infatti il 22% delle donne in età fertile senza figli dichiara di non volerne e la maggior parte di esse (29%) si colloca proprio nella fascia tra i 18 e i 24 anni.

Se, quindi, il quadro sociale ci mostra un paese che tende a fare meno figli e a farli in età più avanzata, è altrettanto vero che l’età biologica migliore per il concepimento si colloca proprio nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni, con le ovvie conseguenze sull’aumento dei casi di infertilità.

Vantaggi e svantaggi di una maternità a vent’anni.

Poiché l’età media per partorire il primo figlio si attesta attorno ai 32 anni, oggi partorire a 20 anni significa essere considerata una giovane mamma.
Essere una giovane mamma ha parecchi vantaggi, ma anche qualche svantaggio.

Da un punto di vista puramente biologico i vantaggi di una gravidanza a 20 anni sono molti. Poiché la riserva follicolare è limitata, in giovane età le ovaie di una donna contengono molti più follicoli e, di conseguenza, hanno probabilità molto più elevate di raggiungere la fecondazione.

In questa età si calcola che il 90% degli ovuli siano del tutto sani con probabilità molto elevate di dare alla luce un bambino altrettanto sano. Anche le probabilità di aborto spontaneo sono inferiori rispetto a una gravidanza in età più avanzata.

Già intorno ai 25 anni le probabilità di rimanere incinta dopo un anno di attività sessuale regolare non protetta calano di dieci punti percentuali, passando dal 96% di probabilità all’86%.
Il corpo di una ventenne in genere è all’apice della condizione fisica ed è in grado di gestire una gravidanza nel migliore dei modi.

  • Migliore condizione fisica generale: le articolazioni non sono ancora usurate e rispondono bene a qualsiasi sollecitazione. Schiena, ossa e apparato scheletrico possono gestire facilmente il peso del bambino. La pelle è più elastica e si tende facilmente con meno rischi di smagliature. Il corpo in generale è più forte e più pronto a gestire gli sforzi, la fatica, le notti insonni e recupera più in fretta. Anche il recupero post-partum è più rapido.
  • Minore rischio di complicanze: nelle gravidanze di giovani donne i casi di complicanze sono molto inferiori rispetto a quelli di donne in età più avanzate. Anche il numero di cesarei dovuti a motivi clinici è inferiore.
  • Minor incidenza di malformazioni fetali: statisticamente, le donne più giovani hanno meno probabilità di partorire bambini con malformazioni fetali. Per quanto riguarda, per esempio, la sindrome di Down, la probabilità di avere un figlio malato per le ventenni è dello 0,06%, mentre a 35 anni sale allo 0,16% e per le quarantenni è dell’1-2%.

Dal punto di vista psicologico della gestione della gravidanza, si possono invece osservare vantaggi ma anche svantaggi.

Sebbene ogni gravidanza abbia una storia a sé e ogni donna abbia un modo personale di gestirla, si può osservare che in molti casi le giovani mamme sono meno ansiose rispetto a quelle più avanti con l’età.

Se questo da un lato rappresenta un vantaggio perché trasmette meno ansia anche al bambino, d’altra parte bisogna notare che statisticamente tra le madri che non adottano uno stile di vita adeguato o che non seguono scrupolosamente le indicazioni mediche in buona parte sono quelle più giovani.
Questo può rappresentare un rischio non indifferente: il fatto che le giovani coppie siano poco attente e meno responsabili nella preparazione del concepimento può essere dovuto al fatto che tendono a essere meno informate di quelle più avanti nell’età e meno consapevoli dei rischi. Cattiva alimentazione, uso di sostanze nocive ma anche mancato rispetto delle indicazioni mediche e esami fatti in ritardo possono influire in modo grave sullo sviluppo del bambino.

Un altro dato di cui tenere conto è che tra genitori giovani talvolta non c’è ancora un rapporto sufficientemente consolidato e la gravidanza, con tutte le difficoltà pratiche che comporta, può mettere in crisi la relazione. 

Per contro, l’energia, la spensieratezza e la leggerezza dei genitori giovani possono essere un grande vantaggio sia per i bambini, sia per la coppia che si troverà ancora giovane quando i figli saranno adulti. Senza contare che chi concepisce il primo figlio in giovane età avrà più probabilità di avere altri figli rispetto a una coppia che concepisce il primo figlio in età più avanzata.

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