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Quali sono le varie tecniche di PMA possibili?

Pubblicato il 6 Luglio 2019

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è una procedura che ha come scopo quello di aiutare le coppie a portare a termine con successo una gravidanza laddove sussistano reali ostacoli al concepimento e problematiche di sterilità o infertilità. La PMA consiste in un vero e proprio percorso per la coppia, che prevede alcuni passaggi fondamentali:

  • Un colloquio conoscitivo nel quale si reperiscono tutte le informazioni utili sulla coppia e sul suo stato di salute.
  • Prescrizione degli esami specifici prescritti dagli esperti dei centri di
  • Avvio della procedura di Procreazione Medicalmente Assistita più indicata.

La scelta su quale sia la tecnica più idonea da intraprendere sarà subordinata al tipo di problematica che presenta la coppia. Le tecniche variano in base al grado ed alla tipologia di infertilità o sterilità diagnostica.

Infertilità e sterilità

Secondo la regolamentazione vigente, i medici dei centri di PMA considerano una coppia infertile se a seguito di almeno 12 mesi di rapporti non protetti non si consegua con successo una gravidanza; mentre definiscono la condizione di sterilità se vi è l’impossibilità di concepire naturalmente da parte di uno dei due partner o di entrambi.

PMA in Italia: le tecniche possibili

Le tecniche di PMA che vengono utilizzate in Italia dai centri specializzati prevedono diverse procedure operative a seconda della situazione specifica rilevata nella coppia che non riesce a procreare. Queste sono:

PMA di I Livello prevede:

  • Inseminazione artificiale: consiste nella procedura definita dell’inseminazione intrauterina (IUI) e prevede l’introduzione del liquido seminale maschile direttamente all’interno della cavità uterina.

PMA di II e III Livello prevedono:

  • Fecondazione in Vitro e Trasferimento dell’embrione (FIVET): queste procedure prevedono l’incontro tra l’ovulo e gli spermatozoi al di fuori della cavità uterina esternamente alla cavità uterina. In seguito alla fecondazione dell’ovocita, nel caso in cui si sviluppi un embrione, questo verrà impiantato all’interno dell’utero della donna.
  • Microiniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI): in questo caso l’inseminazione avviene in vitro. Il procedimento prevede che un singolo spermatozoo venga iniettato all’interno del citoplasma dell’ovocita. Nel momento in cui la fecondazione ha avuto successo, e si è sviluppato l’embrione, quest’ultimo verrà impiantato all’interno dell’utero della donna.
  • Trasferimento intratubarico di gameti (GIFT): si tratta di una tecnica che oramai è raramente utilizzata. Il procedimento consiste nel prelevare alcuni ovociti per via transvaginale eco-guidata o per via laparoscopica. Inoltre, anche il successivo trasferimento dei gameti maschili e femminili all’interno delle tube avviene per via laparoscopica o transvaginale, con sistema eco-guidato o in alternativa isteroscopico. Per poter essere idonei all’utilizzo di questa tecnica, almeno una delle tube deve rispondere a determinati requisiti, ovvero la normalità morfologica e funzionale.
  • Trasferimento intratubarico di zigoti od embrioni (ZIFT-TET): anche questa è una tecnica oramai quasi del tutto inutilizzata. La procedura consiste nel prelevare gli ovociti per via transvaginale eco-guidata. Una volta che avviene la fecondazione in vitro degli ovociti, il successivo trasferimento intratubarico degli zigoti o degli embrioni viene effettuato con metodo laparoscopico o transvaginale.

La regolamentazione delle tecniche di PMA

Accedere alla Procreazione Medicalmente Assistita non è automatico alla richiesta da parte della coppia. Oltre alla prima fase conoscitiva e agli esami di routine, sussistono precise linee guida e criteri per poter iniziare il percorso. Vediamo quali sono le principali norme in Italia che regolamentano il percorso della PMA:

  • Entrambi i partner devono essere maggiorenni.
  • La coppia che vuole accedere alla PMA deve essere eterosessuale.
  • Un altro aspetto di cui tenere conto, è che la PMA è consentita solo nel caso in cui la coppia in questione sia sposata o convivente.
  • Sia l’uomo che la donna devono essere in età potenzialmente fertile.

Ultimo elemento, ma non per grado d’importanza, è che l’accesso alle tecniche di PMA è possibile nel caso in cui l’infertilità della coppia non possa essere risolta con altri percorsi meno invasivi. Una volta stabilito che la coppia possa iniziare l’iter, le procedure e tecniche da utilizzare saranno stabilite sulla base del problema che ha causato l’infertilità, seguendo un ordine definito dal livello di invasività della procedura. La pre precedenza sarà data alle tecniche meno invasive, sia per quanto riguarda l’aspetto prettamente tecnico, sia per quanto riguarda l’impatto psicologico che esse possono avere sulla donna.

Prima di poter cominciare il percorso, alla donna verrà chiesto di dare il consenso informato a tutto ciò che riguarda la PMA: procedure, tecniche e rischi. Tale consenso sarà possibile revocarlo, ma dovrà essere fatto prima che avvenga la fecondazione dell’ovulo.

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