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Quali medicine si possono prendere in gravidanza

Quali medicine si possono prendere in gravidanza

Pubblicato il 13 marzo 2020

Quando si è in gravidanza è possibile che si verifichino disturbi o patologie di vario tipo, non necessariamente connesse con la gravidanza stessa. Dal classico raffreddore alla cistite, fino alle malattie esantematiche, spesso ci si chiede quali medicine possano essere assunte e quali, invece, sono da evitare.

Come ben spiega l’Agenzia Italiana del Farmaco, durante la gravidanza mamma e feto sono un tutt’uno e dalla salute dell’una dipende anche quella dell’altro.

Per questo motivo è importante che la mamma tuteli la propria salute, anche con l’uso di farmaci.

Tuttavia, i farmaci devono essere prescritti dal medico il quale, essendo a conoscenza della situazione, sarà in grado di consigliare la cura migliore.

Del resto, una informazione adeguata, che permetta ai futuri genitori di essere consapevoli, è fondamentale per affrontare la gravidanza nel migliore dei modi, anche nel momento in cui ci siano patologie pregresse o si verifichino durante la gestazione.

medicine e farmaci che si possono assumere in gravidanza

Cosa c’è da sapere su farmaci e gravidanza

Ancora prima di indicare quali sono i farmaci sconsigliati e quelli che, invece, si possono prendere, l’Agenzia Italiana del Farmaco dà una serie di indicazioni su ciò che è importante conoscere nel rapporto tra medicine e gravidanza.

  • La tutela della salute della mamma è fondamentale per quella del feto e per il suo corretto sviluppo;
  • Sottovalutare certe patologie e scegliere di non curarsi può mettere a rischio la salute del bambino;
  • Qualsiasi farmaco va assunto sotto prescrizione medica e rispettando le dosi consigliate;
  • L’uso dei farmaci per la cura di malattie croniche non è necessariamente incompatibile con la gravidanza. In ogni caso, si tratta di situazioni da analizzare con il proprio medico che indicherà il trattamento più opportuno;
  • Nel trattamento di malattie croniche è possibile che il medico indichi modifiche al dosaggio. Anche in questi casi è necessario attenersi alle prescrizioni;
  • Durante la gravidanza non va sostituita né eliminata l’assunzione di medicine né variata la posologia a meno di precise indicazioni mediche a riguardo;
  • Gli effetti teratogeni, ovvero lo sviluppo anomalo dell’embrione, dovuti all’assunzione di farmaci hanno un’incidenza del solo 2%.

Come i farmaci possono influire sullo sviluppo del feto

La preoccupazione maggiore delle mamme nel momento in cui devono assumere farmaci, secondo le prescrizioni mediche, è che le medicine possano influire sullo sviluppo del feto.

In realtà solo il 2% delle malformazioni avviene per causa dei farmaci, in quanto il periodo più a rischio è quello che va tra la terza e l’ottava settimana di gravidanza. In questo lasso di tempo è anche possibile che non si sia ancora a conoscenza della gravidanza. Dopo l’ottava settimana è molto più improbabile che i farmaci scatenino l’effetto teratogeno, tuttavia possono alterare la funzionalità di alcuni organi. Inoltre, a ridosso del parto, alcuni farmaci sarebbero da usare con cautela perché potrebbero essere trasmessi attraverso la placenta ed avere effetto tossico sul neonato.

Quali sono i farmaci da evitare

In gravidanza è opportuno assumere farmaci sotto precisa indicazione medica, tanto più che non è detto che una medicina non possa essere presa del tutto: spesso influisce il periodo di gestazione.

In linea di massima, ci sono però farmaci che sono generalmente sconsigliati e da usare solo sotto precisa indicazione medica:

  • Tetracicline: si tratta di un antibiotico ad ampio spettro, utilizzata per infezioni batteriche. Poiché studi condotti su animali hanno riscontrato possibili malformazioni ed effetti tossici sulla formazione ossea, devono essere usati con cautela, anche se sull’uomo non ci sono studi approfonditi. Inoltre, può causare colorazione giallastra dei denti del bambino e incidere sulla formazione dei denti stessi.
  • Sulfamidici: si tratta di antibiotici sia per uso orale sia per uso topico e vengono usati per infezioni di tipo cronico o acute. L’assunzione in gravidanza può causare l’aumento delle probabilità di ittero, soprattutto se usati in prossimità del parto.
  • Antistaminici: farmaci usati per le allergie, sono da evitare in particolare nel primo trimestre. Non ci sono dati certi sull’uomo, ma nei roditori sono stati riscontrati effetti teratogeni.
  • Antidepressivi: usati nel trattamento delle depressioni e dei disturbi da ansia, gli studi non danno risultati del tutto chiari sulla loro influenza in gravidanza, tanto più che spesso la loro assunzione in concomitanza di uso di alcol o tabacco può offrire dati non facilmente interpretabili. In ogni caso vanno usati solo sotto prescrizione medica e in casi gravi, quando cioè la depressione possa avere conseguenze sulla mamma e sul feto.
  • Farmaci destinati a malattie specifiche: si tratta di medicinali che potenzialmente possono essere dannosi allo sviluppo del feto ma che, generalmente, vengono usati solo per usi molto specifici. Si tratta di anticoagulanti come la warfarina, farmaci antiepilettici, ormoni ad azione androgena, litio, farmaci per malattie della pelle come l’isotretinoina e la vitamina A.

I farmaci e l’allattamento

Anche durante l’allattamento bisogna porre attenzione ai farmaci che si assumono, in quanto molti vengono trasmessi al neonato attraverso il latte materno.

In generale, quando raggiungono il bambino hanno una concentrazione molto più bassa di quella che viene trasmessa al feto durante la gravidanza. Tuttavia, alcuni farmaci, per quanto in dosi ridotte, possono provocare danni al bambino. Per questo motivo vanno assunti solo in caso di effettiva necessità e sotto prescrizione medica. 

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