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I rischi del fumo sulla fertilità femminile

Pubblicato il 28 agosto 2020

Fumo e fertilità femminile hanno una importante correlazione, di cui bisognerebbe tenere conto quando si decide di avere un figlio.

Molte donne, quando scoprono di essere incinte, decidono di smettere di fumare. Si tratta, senza dubbio, di una decisione molto importante che ha la funzione di proteggere la salute sia del nascituro sia della mamma stessa.

Tuttavia, tale decisione andrebbe anticipata come tutela della fertilità e per aumentare le probabilità di riuscire a concepire.

Smettere di fumare prima della gravidanza è molto importante ed è una decisione che non riguarda solo la donna ma anche l’uomo.

Un’indagine condotta dall’Istituto Superiore della Sanità nell’aprile di quest’anno ha rilevato che i fumatori sono poco meno del 22% della popolazione e si concentrano soprattutto nella fascia di età tra i 20 e i 44 anni. La ripartizione tra uomini e donne vede una leggera prevalenza di fumatori uomini (circa 6 milioni) rispetto alle donne (circa 5 milioni), anche se in alcune aree geografiche, soprattutto al Sud, si osserva una tendenza all’aumento del numero delle fumatrici.

Inoltre, circa il 14% delle fumatrici non smette di fumare durante la gravidanza e l’11% nemmeno durante l’allattamento.

Fumo e fertilità femminile: che relazione hanno

Che il fumo sia dannoso alla salute è risaputo: gli studi statistici, infatti, dimostrano che a livello mondiale il fumo è la seconda causa di morte. L’uso continuativo di sigarette, infatti, influisce negativamente sul sistema cardiocircolatorio e su quello respiratorio, oltre al fatto che ha effetti negativi sull’invecchiamento della pelle.

A livello di sistema riproduttivo, il fumo è dannoso in quanto alcune sostanze in esso contenute, come cadmio e nicotina, possono causare danni ai gameti e inspessire la membrana che ricopre l’ovocita, rendendone più difficile la fecondazione.

Secondo gli studi scientifici, le fumatrici abituali, in assenza di altri motivi che possono essere causa di infertilità, impiegano circa un anno a raggiungere il concepimento, con un sensibile ritardo rispetto a non fumatrici nelle stesse condizioni di salute e di età analoga.

Ciò avviene proprio a causa dell’influenza del fumo sulla formazione dei gameti, sulla fecondazione e sul conseguente processo di impianto.

Menopausa anticipata e fumo: che relazione hanno

Numerosissimi studi hanno oggi dimostrato che menopausa anticipata e fumo hanno una relazione. Il più recente è uno studio internazionale condotto dall’Università del Queensland, in Australia, pubblicato nel 2018. Questo studio ha preso in considerazione i dati rilevati attraverso indagini condotte in 7 paesi e che hanno coinvolto oltre 230 mila donne.

Dalla rielaborazione di questi dati è emerso che i fattori che hanno maggior incidenza sul rischio di menopausa anticipata sono: il numero di sigarette consumate abitualmente, la durata del periodo in cui si fuma, la dose cumulativa, ovvero il rapporto tra anni e il numero di sigarette fumate, e l’età a cui si inizia a fumare e si smette.

Attraverso questa analisi risulterebbe che:

  • La menopausa precoce (prima dei 40 anni) o anticipata (tra i 40 e i 44 anni) ha il doppio delle possibilità di presentarsi in una fumatrice rispetto a una non fumatrice;
  • Per le fumatrici abituali e per le donne che hanno smesso di fumare il rischio di menopausa precoce o anticipata aumenta in base alla durata del periodo di tempo durante il quale hanno fumato, al numero di sigarette e all’età di inizio e a quella a cui hanno smesso di fumare.
  • La durata del periodo durante il quale hanno fumato è quello che incide maggiormente sull’età dell’inizio della menopausa: chi ha fumato per quindici-vent’anni ha un rischio molto elevato di menopausa precoce o anticipata.
  • Le donne che hanno deciso di non fumare più da almeno 10 anni riducono sensibilmente la probabilità di incorrere in una menopausa precoce o anticipata.

Fumo e aborto spontaneo sono correlati?

Non solo fumo e fertilità femminile sono correlati, ma anche durante la gravidanza i rischi causati da un uso abituale di sigaretta sono molto alti, soprattutto nel caso in cui si fumino parecchie sigarette al giorno.

In gran parte ciò è dovuto alla nicotina contenuta nelle sigarette ma anche al monossido di carbonio che si sprigiona durante la combustione. La nicotina, infatti, influisce sulla formazione della placenta e può causare la riduzione delle sostanze nutritive che giungono al feto: per questo motivo si possono verificare episodi di basso peso alla nascita o, addirittura, malformazioni e condizioni patologiche.

Il monossido di carbonio, invece, può causare una cattiva ossigenazione, in quanto è in grado di attraversare la placenta, assieme ad altre sostanze cancerogene.

Ma non solo: secondo i dati statistici le donne fumatrici hanno una probabilità più elevata rispetto alle non fumatrici di aborto spontaneo nei primi tre mesi di gravidanza.

Gli effetti negativi del fumo su fertilità e gravidanza

Le conseguenze del fumo, soprattutto per le donne che fumano molte sigarette quotidianamente da molti anni, sono importanti sia sulla fertilità sia sulla gravidanza:

In genere, le donne fumatrici, rispetto alle non fumatrici, si trovano in condizioni per cui:

  • hanno maggiore difficoltà a raggiungere il concepimento;
  • hanno maggiori rischi di aborto spontaneo;
  • hanno maggiore probabilità di parto prematuro;
  • hanno maggiore rischio di menopausa precoce o prematura.

Inoltre, per quanto riguarda la salute del bambino:

  • ci sono maggiori rischi di malformazioni e patologie gravi;
  • c’è un rischio maggiore di nascita pretermine e/o sottopeso;
  • maggiore incidenza di Sindrome della morte improvvisa (SIDS);
  • maggiore rischio di malattie respiratorie durante il primo anno di vita.
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