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Diventare papà: quando le ansie in gravidanza sono dell’uomo

Diventare papà: quando le ansie in gravidanza sono dell’uomo

Pubblicato il 27 Novembre 2020

Diventare papà è una avventura meravigliosa, in cui gioia, curiosità e soddisfazioni si alternano a responsabilità e preoccupazioni.

Sin dal momento in cui viene a sapere della gravidanza della propria partner, l’uomo si troverà a vivere un misto di emozioni e stati psicologici di tipo diverso.
In genere, si pensa che ansia e depressione, sia durante la gravidanza sia dopo il parto, possano riguardare solo la donna, tanto che la maggior parte degli studi si concentra sulla futura mamma, trascurando le difficoltà che possono incontrare anche gli uomini.

In realtà, anche il padre può andare incontro a periodi di depressione e a momenti d’ansia: sebbene, con una intensità minore rispetto all’ansia che prova la propria partner.

L’ansia in gravidanza dal punto di vista del papà

Alcuni studi psicologici sembrano rilevare che da un punto di vista dell’ansia anche nell’uomo ci sia una periodicità che segue uno schema fisso, così come avviene per la donna: in genere, infatti, si assiste a fenomeni di ansia più frequentemente nel primo e nel terzo trimestre. Gli uomini soggetti ad ansia ma che hanno già avuto figli, tuttavia, sembrano avere disturbi più attenuati, che si concentrano solo nel terzo trimestre.

Sembrerebbe, inoltre, che gli uomini che hanno una maggiore instabilità lavorativa e una relazione più recente con la propria partner tendano a subire maggiormente gli attacchi di ansia.

diventare papà

In alcuni casi, i papà si tranquillizzano nel periodo successivo alla nascita: in gravidanza, infatti, il loro ruolo è meno attivo e l’impossibilità di vivere in prima persona la crescita del feto può indurre la sensazione di non avere controllo. Dopo la nascita, invece, la possibilità di farsi parte attiva e di occuparsi direttamente del neonato aiuta alcuni papà a concentrarsi su azioni concrete e a ridurre progressivamente l’ansia.

Studi scientifici dimostrano però che esistono anche casi di depressione post-partum proprio fra i papà.

Le paure dei papà: cosa teme l’uomo

Se un tempo la figura del papà, nell’immaginario collettivo, non lasciava spazio a paure ed esitazioni, oggi la è cambiata moltissimo, restituendogli la possibilità di provare sentimenti e anche di avere timori e paure.

Il modello di paternità è in evoluzione e spesso provoca incertezza su che cosa sia considerato virile e quali sentimenti possano permettersi di provare anche gli uomini.
Avere paura, di fronte a una missione importante e impegnativa come l’essere genitori, è del tutto normale, sebbene ancora molti uomini la considerino una sensazione da scacciare o negare.

Non è semplice, dunque, avere un quadro preciso di quali siano realmente le paure maschili e quanto incidano sul rapporto di coppia e su quello con il neonato.

  • Così come avviene per la mamma, anche i papà si preoccupano prevalentemente per la salute del bambino. Come cresce, quanto cresce, se sta bene, etc., sono domande che tutti i genitori, sia mamme che papà, si pongono tantissime volte nel corso della loro esperienza.
    Durante la gravidanza, per gli uomini si aggiunge la preoccupazione per la salute della propria partner: di solito questo timore aumenta verso la fine della gravidanza, man mano che si avvicina il parto, sul quale si concentrano ancora molte paure. Oggi in Italia i tassi di mortalità materna durante il parto sono tra i più bassi al mondo, tuttavia tale preoccupazione, frutto di un passato non così lontano in cui il parto costituiva un rischio reale per la salute di neonato e mamma, esiste ancora.   
  • Alcuni uomini, anche per il motivo di cui sopra, hanno paura di assistere al parto e sono combattuti tra il desiderio di essere vicini alla propria partner e il timore si non saper affrontare l’evento. Alcuni temono di non sentirsi bene fisicamente o possono essere sensibili alla vista del sangue. In questi casi, è consigliabile che la donna non insista e che lasci l’uomo libero di scegliere in serenità.
  • Anche la paura di non essere all’altezza del proprio ruolo di papà mette in difficoltà molti uomini. Oggi sono sempre più numerosi i papà che cambiano i pannolini e si prendono cura dei loro figli fin dai primi giorni, ma prima di arrivare a quell’esperienza non tutti sanno immaginare che cosa significhi e temono di non esserne capaci. Il senso di inadeguatezza, tuttavia, non riguarda solo gli aspetti pratici: una volta che il piccolo sarà cresciuto ci saranno molti aspetti di cui occuparsi e molte responsabilità da affrontare.
  • Da un punto di vista materiale, alcuni uomini hanno il timore di non poter soddisfare tutte le esigenze della famiglia: soprattutto chi non ha ancora una situazione economica stabile o non ha ancora raggiunto i livelli lavorativi desiderati potrebbe sentirsi meno tranquillo. Con l’aumentare della famiglia, del resto, anche i costi crescono sensibilmente, per questo molte coppie attendono di raggiungere una situazione tranquilla prima di cercare il concepimento.

La depressione post-partum nei papà

Secondo recenti studi scientifici la depressione post-partum non sarebbe una prerogativa femminile. Uno studio del 2015 pubblicato dal National Center for Biotechnology Information dimostrerebbe che la depressione post-partum può colpire entrambi i genitori, sebbene più frequentemente la donna, anche per motivi fisiologici dovuti alle alterazioni ormonali.

La depressione post-partum maschile interessa circa il 5% dei papà e spesso può avere conseguenze sullo sviluppo psico-sociale del bambino, oltre che influenzare negativamente il rapporto padre-figlio e quello con la partner.
In genere, va tenuto conto che sono più predisposti soggetti che hanno già sofferto di depressione o ansia, oppure le coppie all’interno delle quali vi sono situazioni relazionali difficili e stress elevato.

Un altro studio, inoltre, pubblicato dal National Library of Medicine, evidenzierebbe come esista un legame tra la depressione della madre e quella del padre: il papà sarebbe, infatti, più a rischio nel momento in cui la partner è depressa e, viceversa, la neomamma si sentirebbe più vulnerabile con un compagno troppo emotivo.  

 

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