Come diagnosticare l’infertilità femminile.

Pubblicato il 26 giugno 2020

Così come avviene per i casi di infertilità maschile, anche l’infertilità femminile pare essere in costante aumento. Tra le cause principali senza dubbio è l’aumento dell’età media delle donne che ricercano attivamente il primo figlio.
L’avanzare dell’età corrisponde, infatti, a una diminuzione della capacità riproduttiva a causa della riduzione della riserva ovarica.

Si ritiene che i casi di infertilità femminile riguardino circa il 15% delle donne che sono alla ricerca di una gravidanza.
Inoltre, si stima che l’infertilità femminile possa riguardare il 35-40% delle coppie con difficoltà a concepire.

Che cos’è l’infertilità

Si parla di infertilità quando una coppia non riesce a raggiungere il concepimento dopo 12 mesi di tentativi mirati con rapporti non protetti.

Spesso l’infertilità viene confusa con la sterilità: quest’ultima, a differenza dell’infertilità, ha luogo quando si è in presenza di una impossibilità a concepire a causa di motivi fisiologici non rimovibili.

L’infertilità femminile: le cause

Se l’avanzare dell’età è una delle principali cause che possono ostacolare il concepimento, non è certo l’unica. Patologie, alterazioni dell’apparato riproduttivo, cause ormonali e obesità incidono notevolmente sulla capacità riproduttiva.

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Inoltre, anche gli stili di vita possono avere un’influenza negativa, in particolare quando si segue una dieta alimentazione scorretta, troppo ricca di grassi o troppo povera di vitamine, quando si eccede con alcol e fumo o quando si è esposti a inquinamento.

  • Per quanto riguarda l’età, l’infertilità può essere direttamente collegata alla riduzione della riserva ovarica. Si tratta di un fenomeno del tutto naturale: fin dalla nascita la donna ha a sua disposizione un corredo di circa 400 mila ovociti che, con il passare del tempo, si riducono, fino alla menopausa, quando la riserva è completamente azzerata.
    Con l’avanzare dell’età non solo si riduce la disponibilità di ovociti, ma si registra un progressivo aumento delle probabilità che l’ovocita possa avere alterazioni cromosomiche, per questo in età più avanzata non solo il concepimento è più difficile, ma può essere anche più rischioso.
  • Per quanto riguarda invece le cause patologiche che possono influire sulla fertilità, ci possono essere disfunzioni tubariche, come la chiusura delle tube di Falloppio, patologie come l’endometriosi, che causa l’eccessiva crescita del tessuto dell’endometrio colonizzando altri organi, sindromi come l’ovaio policistico o malformazioni e patologie uterine. Infine, si possono verificare disturbi ormonali che possono provocare amenorrea o dismenorrea o ridurre, fino ad azzerare, la riserva ovarica.

Come diagnosticare l’infertilità femminile

Per avere la certezza di trovarsi di fronte a un caso di infertilità femminile è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico.

La visita ginecologica è un esame molto importante per la salute dell’apparato riproduttivo femminile a cui ogni donna dovrebbe sottoporsi con regolarità fin dai 16-18 anni o comunque da quando di inizia ad essere sessualmente attive. Dopo il 25/30 anni le visite di controllo dovrebbero essere fatte una volta all’anno, in questo modo se si è in presenza di disturbi o patologie possono essere diagnosticati e curati tempestivamente.

Durante le visite ginecologiche viene di solito effettuata o prescritta l’ecografia pelvica transvaginale, che ha la funzione di evidenziare eventuali alterazioni all’apparato riproduttivo e di valutare la consistenza follicolare della riserva ovarica.
Si possono tuttavia prescrivere altri esami diagnostici che hanno la funzione di portare alla luce le problematiche che possono essere alla base dell’infertilità.

I dosaggi ormonali vengono fatti attraverso un semplice esame del sangue, attraverso il quale viene valutata la funzionalità endocrinologica, ovvero la produzione di ormoni. A seconda del disturbo che si sospetta, possono essere prescritti dosaggi ormonali diversi, che devono essere effettuati in un momento specifico del ciclo mestruale. Nei primi giorni del ciclo (2° e 3°) vengono analizzati FSH, LH, estradiolo e prolattina, mentre al 21° giorno viene eseguito l’esame del progesterone. Infime, TSH,fT4 e AMH possono essere effettuati in qualsiasi giorno del ciclo.

La possibilità che ci sia una infezione dell’apparato riproduttivo può essere, invece, valutata attraverso il tampone vaginale, un esame poco invasivo attraverso il quale viene prelevato un campione di secrezioni e cellule di sfaldamento presenti in vagina tramite un bastoncino cotonato.  

Le altre indagini strumentali che si possono prescrivere sono:

 

  • isterosonografia: si tratta di un particolare tipo di ecografia transvaginale, anche questa poco invasiva, durante la quale viene inserito un tubicino che infonde una apposita soluzione fisiologica per analizzare la superficie uterina. Questo esame permette di diagnosticare polipi, fibromi, tumori e aderenze.
  • isteroscopia: si tratta di un esame endoscopico, poco invasivo, che si effettua tramite l’immissione di uno strumento ottico che permette di osservare la cavità uterina e di evidenziare eventuali patologie.
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