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Che cos’è la PMA omologa ed eterologa?

Pubblicato il 25 Giugno 2019

La PMA, acronimo di Procreazione Medicalmente Assistita, è l’insieme di tecniche mediche e di laboratorio che hanno come obiettivo aiutare le coppie che desiderano avere figli quando hanno difficoltà a concepire spontaneamente e naturalmente. Le motivazioni e gli ostacoli che possono concorrere negativamente al successo di un concepimento sono diverse, ed attraverso la PMA, ogni caso viene seguito approfonditamente per individuare quale sia la causa che impedisce alle coppie di avere figli.

Quando risulta consigliato percorrere questa strada, le tecniche che possono essere portate avanti attraverso la Procreazione Medicalmente Assistita sono due: la PMA omologa e la PMA eterologa. La scelta su quale optare è propedeutica al problema che presenta la coppia.

La PMA omologa.

La PMA omologa è la tecnica che prevede l’impiego di gameti esclusivamente appartenenti alla coppia che si sottopone al trattamento. La fecondazione omologa consente il raggiungimento di un concepimento dove la presenza dell’ovulo o del seme della coppia è preservata, ma si presenta una sterilità di grado lieve o moderata.

In questo tipo di PMA entrambi i genitori saranno quelli biologici, e quindi il rapporto di genitorialità sarà lo stesso di quello di una coppia che genera un figlio naturalmente. Inoltre, nel caso in cui si proceda con la fecondazione omologa il patrimonio genetico del nascituro sarà ereditato direttamente dai genitori biologici.

Tre sono i livelli dei trattamenti della PMA omologa:

PMA omologa di I livello: si tratta di una tecnica che è definibile “in vivo”, dove si ottimizzano sia l’ovulazione che il posizionamento degli spermatozoi all’interno della cavità uterina.

PMA omologa di II livello: tecnica con la quale si creano gli embrioni. La tecnica prevede la fertilizzazione in laboratorio degli ovociti della donna assieme agli spermatozoi dell’uomo. Questi embrioni saranno trasferiti poi all’interno dell’utero, dove avranno la possibilità d’impiantarsi e quindi portare la donna ad ottenere una gravidanza.

PMA Omologa di II livello su ciclo spontaneo o con stimolazione lieve: il principio è sempre quello di arrivare a ottenere ovociti per una PMA di 2° livello, ma in questo caso il tutto avverrà senza stimolazione ovarica o attraverso la somministrazione di farmaci.

Infine, un altro sistema utilizzato è quello del trasferimento differito degli embrioni, che consiste nel trasferire all’interno della cavità endometriale dell’utero embrioni già esistenti.

Una cosa importante da sapere, è che non tutte le coppie possono accedere automaticamente alla PMA omologa, ma è presente nel nostro sistema legislativo una regolamentazione specifica in merito a questo tipo di trattamento. Ecco chi può avere accesso alla PMA omologa:

  • Le coppie che rientrino nei casi di sterilità non spiegata.
  • Quando in seguito a molti rapporti mirati in periodo d’ovulazione non si ottiene una gravidanza.
  • Quando il problema del mancato concepimento sia strettamente legato alla sterilità maschile di grado lieve o moderato.
  • Quando il problema è legato ad una disfunzione sessuale, ovvero nel caso in cui sia difficile o addirittura impossibile avere un rapporto sessuale completo.

La PMA eterologa

La PMA eterologa è una tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita nella quale almeno uno dei due gameti (spermatozoi o ovociti), non appartiene alla coppia. La legge italiana prevede che tali gameti provengano da una donazione anonima e fatta in forma gratuita e volontaria. In questo caso, rispetto alla PMA omologa, il patrimonio genetico del futuro bambino non sarà più omogeneo tra i genitori che lo alleveranno, ma proveniente solo da uno dei due.  

Le procedure che si possono seguire per procedere con la PMA eterologa sono tre:

  • Tecniche di primo livello: consistono nell’inseminazione intrauterina che avviene utilizzando i gameti maschili che sono provenienti da un donatore.
  • Tecniche di secondo livello: in questo caso la fecondazione avviene in vitro, e può essere eseguita sia con gameti maschili provenienti da un donatore, sia con gameti femminili provenienti da una donatrice.
  • Tecniche di terzo livello: quest’ultima opzione prevede che la fecondazione in vitro avvenga utilizzando gameti femminili provenienti da una donatrice. Gli spermatozoi del partner invece, si otterranno attraverso un intervento chirurgico.

Quando si può accedere alla PMA eterologa? Tale procedura è possibile quando all’interno della coppia le problematiche di concepimento siano dovute a due specifiche ragioni:

  • Quando è presente un’infertilità accertata di uno o entrambi i partner. È ovvio che in quest’ultimo caso vi sia l’impossibilità ad utilizzare i gameti della coppia.
  • La presenza di un’incompatibilità immunitaria tra i partner, situazione che come sappiamo preveda per la gravidanza una serie di rischi importanti. È la situazione di quelle coppie in cui la donna abbia un fattore RH negativo e il partner invece un fattore RH positivo.
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