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Come si fa il calcolo delle settimane di gravidanza

Come si fa il calcolo delle settimane di gravidanza

Pubblicato il 6 marzo 2020

Quando si è in gravidanza, è molto importante sapere qual è la data presunta per il parto. Il calcolo viene fatto in settimane e in giorni a partire dall’ultima mestruazione.

Anche se tradizionalmente si parla di mesi, a livello medico è più appropriato parlare di settimane, in quanto è una indicazione temporale più ridotta e, quindi, è più precisa.

Quando comincia la gravidanza

A differenza di ciò che pensano molte persone, il calcolo delle settimane di gravidanza inizia il primo giorno dell’ultima mestruazione, da quando per convenzione medica si fa partire la gestazione.

La scelta di questo sistema convenzionale si basa sul fatto che le mestruazioni hanno una data certa mentre l’ovulazione no. Sebbene il concepimento avvenga durante l’ovulazione, non è sempre possibile sapere con certezza quando l’ovulazione si sia verificata.
Inoltre, lo spermatozoo impiega un certo tempo a raggiungere e a fecondare l’ovulo, oltre al fatto che la capacità di fecondare può durare 3-4 giorni. Di conseguenza, non si può dare una data certa al concepimento.
L’ovulazione, in presenza di ciclo regolare, in genere si verifica circa 14 giorni dopo rispetto al primo giorno del ciclo mestruale, a metà tra un ciclo e il successivo.

Di conseguenza, se il concepimento è avvenuto, il ritardo mestruale che segnala la probabile gravidanza inizia altre 2 settimane dopo circa. Quindi, sebbene il concepimento si sia verificato poco più di due settimane prima, in quel momento la gravidanza è già alla quarta o quinta settimana.

Quante settimane dura una gravidanza

Nel linguaggio comune si tende a dire che la gravidanza dura nove mesi. In realtà, per una maggiore precisione, si tende a calcolare la data presunta del parto dopo 40 settimane dall’ultima mestruazione.
Per una precisione ancora maggiore si calcola che il parto dovrebbe avvenire 280 giorni a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione.

Alcuni scostamenti potrebbero dipendere da diversi fattori, tra cui l’impossibilità di conoscere l’esatta data del concepimento ma anche la durata media del ciclo mestruale. È possibile infatti che in caso di un ciclo mestruale più lungo dei classici 28 giorni, anche la data del parto possa spostarsi più avanti di qualche giorno.

Proprio in virtù di tutto ciò, oltre al fatto che la durata della gravidanza può essere influenzata anche da altri fattori, si considera a termine una gravidanza che duri tra le 37 e le 41 settimane.

Uno studio del National Institute of Environmental Health Sciences su 125 donne in gravidanza sembra dimostrare che ci possono essere differenze sostanziali nella durata tra una gravidanza e l’altra. I fattori possono essere di diverso genere: da quelli legati alle condizioni fisiche della mamma, in particolare età e peso, ad altri relativi al concepimento. Sembrerebbe, infatti, che così come un’età più avanzata della donna rende più probabili gravidanze più lunghe, allo stesso modo più tempo ci è voluto per l’impianto dell’embrione, più è lunga la gravidanza. 

Parto a termine e pretermine

Tenendo conto delle differenze soggettive che ci possono essere tra una gravidanza e l’altra, i medici hanno comunque stabilito dei range all’interno dei quali i parti possono essere considerati a termine oppure precoci.

  • Dalla 37° alla 41° settimana, si considera che sia una gravidanza di lunghezza regolare, di conseguenza è un parto a termine;
  • Prima della 37° settimana si considera che sia un parto prematuro e quindi pretermine;
  • Dopo la 42° settimana si considera il parto oltre il termine.

Che cosa si intende per trimestri di gravidanza

Molto spesso si trovano indicazioni che fanno riferimento ai trimestri di gravidanza. Ogni trimestre ha caratteristiche che lo differenziano dagli altri due sia per lo sviluppo del feto, sia per le conseguenze che questo ha sulla mamma:

  • il primo trimestre è il più delicato, in quanto è quello in cui l’uovo viene fecondato e dà origine all’embrione. In questa fase si iniziano a formare il cervello, gli arti, la colonna vertebrale e il sistema cardiocircolatorio e l’embrione cresce da pochi millimetri a circa dieci centimetri.
  • Nel secondo trimestre, che inizia alla 14° settimana di gravidanza, il feto inizia a formare l’apparato respiratorio e gli arti prendono una forma molto simile a quella che avranno dopo la nascita. Si formano le dita, per esempio, così come le costole e le retine. Alla fine del trimestre saranno quasi del tutto formati spina dorsale e occhi e funzioni come quella dell’udito e il sistema immunitario.
  • Il terzo trimestre, che inizia alla 28° settimana, è quello in cui il feto assume la forma definitiva e inizia man mano a pesare sempre di più.

 Anche in questi casi, infatti, si fa maggior riferimento alle settimane di gravidanza che ai mesi. Conoscere la settimana di gravidanza è utile per tenere sotto controllo lo sviluppo del feto, attraverso esami diagnostici, come l’ecografia.

Può succedere in alcuni casi che, proprio sulla base degli esami strumentali, la datazione venga ricalcolata perché potrebbe risultare precoce o tardiva.

Il regolo ostetrico: cos’è e a cosa serve

Per aiutare mamme e medici a calcolare con precisione le settimane di gravidanza, esiste uno strumento molto semplice: il regolo ostetrico. Esso è formato da due dischi messi l’uno sopra l’altro, in cui quello superiore ha un diametro leggermente più ridotto rispetto a quello inferiore, in modo da poter leggere tutti i giorni di calendario scritti in senso orario. Nella ruota superiore, invece, sono indicate le settimane di gravidanza.

Facendo coincidere la freccia iniziale con il primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale, si può vedere alla data attuale non solo la settimana di gravidanza ma anche il giorno.

Oggi sono presenti online molti tool che sostituiscono digitalmente il classico regolo ostetrico, anche se per praticità e velocità di calcolo il regolo non è ancora stato abbandonato.

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